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Trentennale servizio delle scalabriniane alla comunità italiana a Ludwigsburg. Nel territorio di competenza vivono oltre 5.000 italiani ed un migliaio di portoghesi. Ad ammalati, anziani, donne e bambini è indirizzata la loro opera quotidiana di apostolato.
È dagli inizi degli Anni ’50 che si sono insediate in Germania le missioni cattoliche italiane. Per i primi tre lustri esse hanno svolto un lavoro encomiabile a favore di un’emigrazione principalmente maschile. Alle baracche e agli alloggi aziendali hanno fatto seguito le abitazioni di fortuna. Oggi soprattutto la seconda e terza generazione si sentono stabili in una terra che da straniera è diventata una vera e propria seconda patria. Con l’Italia c’è un legame puramente sentimentale che emerge in modo piuttosto forte quando si tratta di calcio, moda, motori, gastronomia e stile di vita.
Non è così ovviamente per la prima generazione che ha vissuto con la valigia sotto il letto o col sogno del rientro nel cassetto. L’unica ondata di rientri si ebbe agli inizi degli Anni ’70 con la crisi petrolifera. Allora vi furono molte aziende che offrivano fino a 100.000 marchi a coloro che si auto-licenziavano per lasciare per sempre la Germania. Molti approfittarono per sistemarsi con le proprie famiglie nelle località di provenienza o in aree industriali del nord Italia. La stragrande maggioranza, che aveva optato per il ricongiungimento familiare, preferì invece stabilirsi definitivamente qui.
Quei pionieri di allora sono oggi ultra settantenni. Sono rimasti in una terra che non sentono così fortemente propria come invece è sentita dei loro figli e nipoti.
Per vari motivi, molti non hanno appreso bene la lingua tedesca ed oggi si sentono a margine della società ospitante. L’àncora di salvataggio, ieri come oggi, è costituita dalle missioni cattoliche che da un decennio hanno però avviato un processo di accorpamento alle parrocchie tedesche. Sono queste strutture che si occupano in particolare di loro.
Nella provincia di Ludwigsburg, città barocca per eccellenza situata alle porte di Stoccarda, vivono oltre 5.000 italiani. Molti di loro fanno capo alla missione cattolica in cui vi operano anche 4 suore scalabriniane, due italiane, un’albanese ed una brasiliana che si occupa anche di un migliaio di emigrati di lingua portoghese.
A loro è affidata la catechesi, ma anche l’apostolato al femminile e la visita agli ammalati e agli anziani anche poveri il cui numero è in costante aumento.
I particolari sono contenuti nel servizio audio.
Per ascoltare, basta cliccare sul minutaggio del servizio.
Tony Màzzaro
Letzte Änderung am: 07.02.2012, 14.21 Uhr