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Il grado di integrazione degli immigrati stranieri in Germania in futuro dovrà essere verificato meglio. Strumento di valutazione sarà un “Nationaler Aktionsplan” (Piano nazionale d’intervento) concordato al quarto vertice di Berlino. Aspetti centrali saranno: apprendimento della lingua tedesca, formazione scolastica, culturale e professionale, mercato del lavoro. Entro il 2011 saranno precisati gli obiettivi e i tempi di raggiungimento.
A conclusione dell’incontro con 120 esperti di questioni migratorie la Merkel ha parlato di “una nuova qualità della collaborazione” con i rappresentanti dei governi dei laender, comuni, chiese, sindacati ad organizzarsi degli immigrati.
Secondo la cancelliera il “Piano nazionale” sarà uno strumento concreto di misurazione del grado d’integrazione degli immigrati e base essenziale per poter calibrare meglio l’offerta corsuale. Il ministro federale degli Interni, Thomas de Mezière (CDU) ha espresso apprezzamento per l’accordo raggiunto che deve servire a riconoscere gli aspetti positivi e negativi degli interventi che saranno messi in essere.
Maria Böhmer (CDU), incaricata governativa per l’integrazione, ha poi posto l’accento sulla necessità di differenziare situazioni e status giuridico dei singoli, culture e religioni dei paesi di provenienza e di non prestarsi a generalizzazioni che tendono a fare di tutta l’erba un fascio.
Il rappresentante delle organizzazioni degli immigrati, Kenan Kücuk, ha affermato invece che la società multiculturale è una realtà “Bisogna che si prenda atto – ha aggiunto Kücuk – che in Germania oltre alle religioni cristiane ed ebraica ve ne sono altre che come l’Islam necessitano di essere rispettate e trattate alla stessa stregua.
Il rappresentante della Chiesa protestante, Bernhard Felmberg, si è appellato al mondo politico affinchè si batta la strada di un integrazione pragmatica e scevra di sanzioni contro coloro che momentaneamente si ostinano a frequentare o interrompono i corsi.
Non sono mancate, però, voci critiche, elevate da partiti di opposizione. La deputata della SPD Aydan Özoguz, incaricata del suo partito per l’integrazione degli immigrati, ha definito il vertice “un potpourri di interventi” concordati già prima e che non lasciano intravedere un’accelerazione del processo d’integrazione.
La portavoce della “Die Linke” (Sinistra), Sevim Dagdelen, ha parlato di un “Symbolgipfel” (vertice simbolico) che non cambia e non cambierà nemmeno in futuro le condizioni di vita degli immigrati, se l’integrazione non diventerà un vero compito sociale dell’intera nazione.
Anche il noto sociologo Klaus J. Bade ha fortemente criticato il vertice. Secondo lui l’incontro è stato un insieme di “frusta e carota”.
Gli interventi previsti dal piano d’integrazione hanno il sapore di isterismo perché non valorizzano affatto le capacità, le qualità e le risorse degli immigrati.
Altri particolari sono contenuti nel servizio audio, incentrato su un intervista telefonica a Giuseppe Scigliano, presidente del Comites di Hannover e membro della Consulta federale per l’integrazione in rappresentanza dell’Intercomites (l’assemblea dei 13 Comites Germania). Per ascoltare, basta cliccare su questo stesso sito in alto a destra o sul minutaggio del servizio.
Tony Màzzaro SWR International/Sezione italiana / Rosi Knoll
Letzte Änderung am: 04.11.2010, 15.30 Uhr